Unione Europea, secondo precise Direttive i costruttori devono garantire la protezione dai rumori e favorire le energie alternative


Da un’analisi di Legambiente è emerso un dato importante, seppur negativo, da non sottovalutare. Su 100 edifici, tra appartamenti e uffici in 15 città italiane, solo 11 sono stati giudicati “efficienti” dal punto di vista eco-sostenibile. Le costruzioni promosse sono quelle progettate e realizzate secondo uno standard di qualità energetica che “certifica un bassissimo fabbisogno di energia per il riscaldamento”. Sono le così dette case di “Classe A”. Al contrario, il resto sono case costruite senza alcuna attenzione a questi temi e quindi con pareti senza isolamento, che facilitano gli sbalzi termici, finestre sottili, ponti termici tra diversi materiali, serramenti e solai che favoriscono le dispersioni di calore. Ed ecco allora bollette che lievitano.
Legambiente propone, infatti, di fare dell’edilizia il “settore di punta dell’innovazione energetica”: “Case di classe A e fonti rinnovabili per ridurre le bollette dei cittadini, creare lavoro e rilanciare l’economia”. Edoardo Zanchini, responsabile Energia di Legambiente: “ le case di Classe A garantiscono una migliore qualità della vita agli abitanti grazie al buon isolamento delle pareti, e a parità di comfort, possono ridurre sensibilmente la spesa per il riscaldamento invernale e fare a meno dei condizionatori d’estate, riducendo fino a un terzo la spesa per il riscaldamento e il raffrescamento, ossia permettendo un risparmio tra i 200 e i 500 Euro l’anno a famiglia”.

Nel dettaglio dall’analisi di Legambiente si deduce che “una casa di Classe A necessita di circa 30 kWh/mq anno per il riscaldamento (paragonabile alla capacità di 3 litri di gasolio per riscaldare efficientemente per un anno la superficie di 1 m²), rispetto ad una casa nuova di Classe C che ha bisogno di circa 70 kWh/mq anno, mentre una casa o edificio come quelli “bocciati” dalle analisi, mediamente di classe E, ha bisogno di oltre 120 kWh/mq anno”. Da una stima del Ministero dello Sviluppo economico “il peso degli usi energetici civili rappresenta circa il 50% dei consumi elettrici e il 33% di quelli energetici totali”. E’ necessario, quindi, intervenire nel settore edilizio “per ridurre i consumi energetici, intervenendo sugli sprechi, e le conseguenti emissioni di CO2”. La Direttiva 31/2010 dell’Unione Europea è molto chiara: “dal 2021 tutti i nuovi edifici dell’Unione Europea dovranno avere caratteristiche tali da non aver bisogno di apporti per il riscaldamento e il raffrescamento, oppure dovranno essere in grado di soddisfarli attraverso l’uso di fonti rinnovabili”. Quindi bisogna sfruttare l’energia di pannelli solari termici o fotovoltaici, pompe di calore geotermiche o di altri impianti se si vuol ottenere un abbassamento dei costi nei consumi energetici e quindi pagare una bolletta meno salata. In Italia tutto questo andrebbe applicato anche per la salvaguardia e la sicurezza del nostro patrimonio edilizio, ad esempio nelle costruzioni con più di 50 anni di età, negli edifici abusivi o ancor meglio in tutte quelle zone a rischio sismico.

IL BENESSERE ACUSTICO AUMENTA IL VALORE DEGLI IMMOBILI
L’Unione Europea è intervenuta anche in materia di isolamento acustico, un altro aspetto importante del comfort abitativo. Secondo alcune Direttive della Comunità Europea “l’edilizia deve rispondere a princìpi che garantiscano standard qualitativi reali di abitabilità; l’applicazione di tali norme ha l’ulteriore effetto, alla fine, di tradursi in indici di incremento del valore commerciale degli immobili”. Un primo elemento utile per insonorizzare l’abitazione è il pavimento galleggiante, adatto sia in casi di ristrutturazione che in progettazioni iniziali. In pratica questo tipo di pavimento prevede l’aggiunta, tra il solaio in cemento e il pacchetto stratigrafico superiore, di un materiale elastico-smorzante. Materiale che potrebbe essere un foglio in poliestere ad alta grammatura accoppiato ad una membrana bituminosa , che garantisce un elevato abbattimento acustico; uno strato resiliente, composto di polietilene reticolato espanso; una fascia adesiva di polietilene espanso non reticolato. E ancora, si possono utilizzare pannelli fonoassorbenti, contro-soffittature e contro-pareti insonorizzanti per attuare l’isolamento acustico.

L’EFFICIENZA ENERGETICA AUMENTA IL VALORE DELLA CASA DEL 15%
Una casa realizzata secondo le norme e i criteri del risparmio energetico ha un indice di rivalutazione maggiore rispetto ad una casa non eco-compatibile. Si parla di un aumento fino al 15% con punte del 22% nel nord Italia. Una casa ben isolata e dotata di fonti rinnovabili vale di più.
Oggi, nella scelta di una casa, il risparmio energetico e le sue applicazioni sono diventati un valore aggiunto. Costruttori e investitori immobiliari lo hanno capito. C’è solo da aspettare che la legislazione imponga “criteri di certificazione energetica degli edifici” che consentano a chiunque di valutare e capire quanto risparmio energetico potrebbe esserci acquistando una casa piuttosto che un’altra.