Il Presidente Americano sostiene un “nuovo” sole per gli USA


“Una nuova rete elettrica che sostituisca quella obsoleta di oltre cento anni fa e soprattutto sia in grado di gestire l’energia fornita da fonti alternative, come quella eolica o solare”.
Sono le prime dichiarazioni della Casa Bianca dopo la presentazione, dello scorso giugno, del piano per la realizzazione di una rete elettrica di nuova generazione. Si chiama Smart Network e avrà la straordinaria caratteristica di ridurre i consumi, gestire in modo efficiente  le energie rinnovabili e ridurre i numerosi blackout che si registrano nel paese ormai con una certa frequenza. “Un’impresa impegnativa ma fattibile”, ha dichiarato John Holdren, consigliere scientifico della Casa Bianca, “l’amministrazione Obama, insieme alle compagnie elettriche, infatti la sta rendendo possibile”. Entriamo nel dettaglio del progetto: si tratta di 300mila miglia di linee elettriche gestite da 3mila compagnie e, secondo una stila dell’Eletric Power Research Institute, il costo oscilla tra i 338 miliardi e i 476 miliardi di dollari. Inoltre grazie ad un interessante prestito di 250 milioni di dollari da parte del dipartimento dell’Agricoltura, verranno sostituite le linee elettriche presenti
attualmente nelle zone rurali. La Casa Bianca conta anche sugli aiuti, ancora non quantificati, provenienti dal dipartimento dell’Energia e dalle singole compagnie elettriche.
Queste sono le ultime indiscrezioni circa i movimenti americani nell’interesse delle energie alternative.

OBAMA: “LE RINNOVABILI SONO IL FUTURO DEGLI STATI UNITI”
Il Presidente USA Barack Obama punta tutto su efficienza energetica, contenimento dei consumi e produzione di energia grazie alle fonti energetiche alternative. E questo, facendo un passo indietro, lo si è avvertito già dai primi giorni della sua carica di Presidente Americano. Con Obama è iniziato, infatti, un nuovo corso nel campo dell’energia per gli Stati Uniti. Bush si oppose alla ratifica del Protocollo di Kyoto. Obama ha, invece, decisamente invertito rotta, focalizzando l’attenzione sulle fonti rinnovabili e sul
risparmio energetico “per ridurre i rischi di cambiamenti climatici e per mettere fine
alla dipendenza americana dal petrolio straniero”.

OBIETTIVI DELLA CASA BIANCA PER L’ECO-SOSTENIBILITA’
L’obiettivo della Casa Bianca è un “taglio dell’80% della CO2 nel 2050 e la fine della dipendenza dal greggio entro 10 anni. In tal modo sarà possibile creare anche 5 milioni di nuovi posti di lavoro, dando un’importante risposta alla crisi economica in atto”.
A questo proposito val la pena ricordare un curioso episodio legato all’attività di sensibilizzazione che Obama da sempre fa nei confronti del rinnovabile. Nessuno, infatti, dimenticherà quando, nel 2010, il Presidente contattò via e-mail i suoi elettori, chiedendogli di firmare una petizione per abbandonare l’uso del petrolio e passare così alle energie  rinnovabili. Anche per il settore automobilistico ci sono stati delle importanti valutazioni  seguite ad azioni concrete. Via libera all’EPA, Agenzia per l’Ambiente USA, e così la California ha fissato i suoi limiti alle emissioni di CO2 delle automobili. Gli USA sono tra i primi di una ormai corteggiatissima green economy, “che consentirà gradualmente di abbandonare le fonti fossili a vantaggio di quelle rinnovabili”. La nuova politica energetica americana trova le sue motivazioni nel disastro della marea nera, provocato, nell’aprile del 2010, dall’incidente alla piattaforma di estrazione “Deepwater Horizon” della Bp (British Petroleum). Quella fuoriuscita di petrolio non pochi danni portò al Golfo del Messico, all’ambiente, alla vita delle persone e a tutto l’eco-sistema. Dalla “peggiore catastrofe ecologica” della storia del paese, tuttavia, gli Stati Uniti hanno ricevuto una storica lezione: è necessario rinunciare a ciò che da sempre è la loro più consistente fonte di fabbisogno: il petrolio e convertirsi alle energie alternative, alle energie rinnovabili, cambiare, dunque, stile di vita, “consumare meno, avere più coscienza e conoscenza delle tematiche
ambientali e delle fonti pulite”.