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Per il futuro del fotovoltaico

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Per il futuro del fotovoltaico

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Il Fotovoltaico rappresenta oggi uno dei maggiori settori di sviluppo e crescita dell’economia italiana, composto da un tessuto di migliaia di piccole e medie imprese, con centinaia di migliaia di operatori impiegati a più livelli, ma scarsamente coesi, rappresentati e tutelati. AES AZIONE ENERGIA SOLARE nasce per essere un punto di aggregazione e difesa per gli operatori del fotovoltaico, ossia tutti coloro che a qualsiasi titolo sono coinvolti in questo mondo: grandi aziende produttrici, piccole e medie imprese, installatori, proprietari di impianti piccoli e grandi, studi tecnici e progettisti, semplici simpatizzanti. Tutti possono farne parte e dare un loro fattivo contributo per lo sviluppo e la diffusione di un nuovo modello energetico possibile grazie allo sfruttamento delle energie rinnovabili.
 

LE PROPOSTE AES PER IL 2012 Azione Energia Solare ha stilato un insieme di proposte per il settore fotovoltaico italiano, arrivando a creare un vero e proprio Programma. L’impegno dell’Associazione è di farlo accettare dal governo e farne il futuro del fotovoltaico in Italia. Ecco i punti principali:
 

1. Rimodulazione di un nuovo conto energia con decorrenza Luglio 2012 con revisione delle tariffe, volte a incentivare maggiormente gli impianti su tetto e in particolare quelli di piccola taglia (ogni casa un impianto). Questo per incentivare una produzione di energia democratica e distribuita e creare migliaia di posti di lavoro sul territorio nazionale; 2. Creazione di un fondo di garanzia per accesso al credito di produttori Italiani piccoli e medi, per ovviare alla difficoltà di ottenimento del credito da parte dei potenziali piccoli produttori. Potrebbe essere costituito con una piccola parte dell'addizionale utilizzata per finanziare l'attuale conto energia: un piccolo investimento che potrebbe fare ripartire e dare stabilità al nuovo conto energia; 3. Incentivazione importante per gli impianti su tetto con alta percentuale di autoconsumo (ad ogni azienda il proprio impianto per soddisfare in toto o in parte le proprie esigenze energetiche), per creare posti di lavoro e agevolare la sostituzione di tutte le coperture contenenti amianto; 4. Defiscalizzazione degli introiti da tariffa incentivante e contemporanea riduzione della stessa. In questo modo, per l’investitore, la diminuzione di tariffa incentivante sarà compensata con il risparmio fiscale. Il peso del fotovoltaico in bolletta aumenterà più lentamente, il mercato verrà rilanciato e lo stato avrà elevati introiti derivanti da IVA sulle nuove costruzioni, sulla manutenzione e relativo indotto. La grid parity potrà essere raggiunta in questo modo senza costi e consentendo di avere un mercato duraturo e crescente per molti anni; 5. Investimenti in ricerca: il fotovoltaico Italiano non può essere sempre a rimorchio delle aziende straniere. In Italia ci sono conoscenze e professionalità per fare un importante salto qualitativo; 6. Riconoscimento della tariffa incentivante al momento della fine dei lavori e non dell'allacciamento da parte di ENEL in quanto questa indeterminatezza rende gli impianti difficilmente finanziabili dalle banche; 7. Semplificazione procedurale per gli impianti realizzati da Enti Pubblici mediante azionariato diffuso, per consentire ai Comuni di realizzare impianti su aree pubbliche sfruttando il finanziamento degli abitanti, senza dover ricorrere a complicatissimi finanziamenti bancari; 8. Tariffa incentivante per impianti realizzati su pensiline e tettoie equiparata ad impianti su tetto in quanto questa distinzione è fonte di migliaia di contestazioni con il GSE nel caso di impianti realizzati su pertinenze di edifici civili ed industriali; 9. Semplificazione burocratica, quantomeno per gli impianti di piccola e media taglia, prendendo ad esempio la Germania dove un impianto può essere realizzato con un semplice progetto inviato a mezzo raccomandata;
 

10. Semplificazione del meccanismo di scambio e di vendita energia, con indicazione univoca dei prezzi di vendita dell'energia prodotta e scambiata per consentire ad ogni proprietario di impianto di poter effettuare un agevole valutazione di costi e vantaggi; 11. Semplificazione delle bollette di ENEL in quanto si tratta di documenti incomprensibili per l’utente comune; 12. Possibilità di vendita di energia da parte dei titolari del diritto di superficie alle aziende ospitate nell’edificio sulla cui copertura viene installato l’impianto; 13. Dimezzamento dei tempi di connessione alla rete elettrica degli impianti, al momento attuale ENEL si riserva tempi di connessione assolutamente eccessivi ed in grado di far perdere grosse opportunità ad aziende ed investitori; 14. Raddoppio del tempo concesso per presentare i documenti di fine lavori al GSE in quanto è totalmente irragionevole un tempo di soli 15 giorni, soprattutto in presenza di un decreto che prevede scadenze semestrali per la determinazione delle tariffe incentivanti; 15. Penali per il GSE in caso di mancato rispetto dei tempi tecnici di attivazione del contratto per l’assegnazione della tariffa incentivante ed inizio dei pagamenti della stessa; 16. Istituzione di un tavolo di consultazione periodica di tutti i principali attori del mondo del lavoro del settore energie rinnovabili (GSE, ENEL, Associazioni di categoria, sindacati, consumatori) allo scopo di monitorare costantemente l'andamento dell'applicazione del conto energia, correggere in itinere le eventuali anomalie e soprattutto fornire in tempi ragionevoli risposte a quesiti tecnici ricorrenti, che allo stato attuale, non trovano mai adeguate risposte; 17. Tavolo di concertazione tra governo, regioni, province, comuni e associazioni per rinnovo e snellimento pratiche burocratiche regolamentando un quadro normativo troppo variegato e privo di ogni forma di coordinamento; 18. Corsi per installatori, progettisti e manutentori tenuti da aziende italiane e che abbiano luogo nelle scuole; 19. Investimenti nelle reti distribuite da parte di Terna o dei gestori mediante reinvestimento obbligatorio del capitale derivante da un’aliquota di defiscalizzazione appositamente istituita.
 

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